Montale anglista

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaMOD La modernita' letteraria
  • Anno2016
  • Pagine194
  • Formato15,5x22,5 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846746177

Partendo da una formazione fortemente legata ai modelli francesi, Montale si avvicina gradualmente alla cultura anglosassone, complice la sua forzata e non sempre gradita attività di traduttore. Anche in veste di corrispondente giornalistico le sue osservazioni di cronista e interprete della società contemporanea si soffermano spesso sui paesi d’oltremanica e d’oltreoceano per indagarne il ruolo nel sistema culturale d’Occidente. Viste da una prospettiva d’insieme, opere apparentemente slegate come traduzioni, prose critiche, prose narrative e poesie in qualche modo di ambientazione angloamericana fanno straordinariamente corpo e rivelano molteplici interconnessioni. Di particolare interesse i lavori dedicati ad Eliot, a Shakespeare, a Dickinson, a Pound e molti altri. Un suggestivo percorso critico porta Montale a riscoprire, «fuori di casa», frammenti della propria tradizione letteraria (a rileggere, ad esempio, Dante attraverso Eliot e Pound).
Visti come «acme indiscusso» della civiltà occidentale, Inghilterra e Stati Uniti mostrano più chiaramente i pericoli della tecnocrazia e della disumanizzazione configurate come vera e propria Apocalisse, tematica fondamentale per comprendere l’ultima produzione in versi e in prosa di Montale. Per questo motivo le lucide analisi dei modelli letterari inglesi, accompagnate spesso da traduzioni elettive di straordinario spessore poetico, diventano sede di una riflessione quanto mai serrata e attuale sul ruolo della cultura in Europa, sulla circolazione di idee e opere letterarie e forse sul destino stesso dell’arte in un mondo sempre più governato dalla pervasiva sovranità tecnologica.

Francesco Sielo ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Letteratura e cultura europea presso il SUM - Istituto Italiano di Scienze Umane (Scuola Normale Superiore di Pisa). Nel 2014 è stato PhD visiting student presso l’Università di Cambridge. Nello stesso anno ha partecipato, con un intervento sull’epistolario di Torquato Tasso, alla conferenza «Prisons of Stone, Word, and Flesh: Medieval and Early Modern Captivity» presso la Brown University di Providence. È attualmente docente a contratto di Letteratura italiana contemporanea presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Ha al suo attivo i saggi Montale: “Ciò che dobbiamo alla Francia” (2012); Gli intellettuali italiani e il cinema: il caso esemplare di Eugenio Montale. (2013); Simone Weil: l’attesa di Dio, l’attesa del vuoto (2015); Eugenio Montale e Emily Dickinson: eternità e istante nel “Giorno del Giudizio” (2016). Altri suoi studi sulla cultura letteraria novecentesca italiana ed europea sono in corso di stampa.

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