«Meraviglioso diletto»

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaQuaderni della Sezione di Italiano dell'Università di Losanna
  • Anno2011
  • Pagine400
  • Formato17x24 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846729804

A partire dagli anni Trenta del Cinquecento la traduzione dei poeti classici in lingua volgare comincia a imporsi come un fenomeno di vasta portata nel mercato editoriale italiano. Omero, Virgilio, Stazio, ma soprattutto l'enciclopedico e lascivo Ovidio vengono liberamente riscritti e adattati per il diletto di un pubblico medio, desideroso di ritrovare i poemi antichi nel metro dell'Orlando furioso. Se molte di queste traduzioni non riuscirono a sopravvivere ai mutamenti del gusto, alcune di esse entrarono stabilmente nel canone delle versioni poetiche italiane. È il caso delle Metamorfosi ovidiane riscritte in ottava rima attorno alla metà del secolo da Giovanni Andrea dell'Anguillara, poeta della cerchia farnesiana destinato a vita tormentata ed errabonda. Digressivo, artificioso, magniloquente, l'Ovidio dell'Anguillara (cui è dedicato in gran parte questo volume) otterrà per almeno due secoli un incontrastato successo presso letterati, pittori e musicisti, da Marino a Tiepolo. Gabriele Bucchi si è laureato all'Università Cattolica di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università di Losanna, dove svolge la sua attività. Ha curato l'edizione critica del Bacco in Toscana di Francesco Redi (Roma, Salerno, 2005) e si è occupato di letteratura italiana tra Cinque e Settecento.

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