Medea in Athens / Medea
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Il volume presenta due riscritture del mito di Medea ad opera di Augusta Webster ed Amy Levy, autrici attive nel periodo vittoriano, studiose delle lingue classiche e sostenitrici delle rivendicazioni del movimento femminista, che in Italia hanno avuto fino ad ora scarsa attenzione.
L’edizione, oltre che dalla traduzione, è corredata da un’introduzione e da due ampi saggi che analizzano i testi e si presentano come contributi filologico-letterari in prospettiva comparatistica, indagando il rapporto che entrambe le opere intrattengono con i modelli antichi e contemporanei e mostrandone le innovazioni peculiari.
Sia l’opera di Webster che quella di Levy si inseriscono nella tendenza delle scrittrici vittoriane a dar voce a protagoniste femminili e ad affrontare tematiche riguardanti la posizione delle donne attraverso la mediazione delle eroine mitologiche, delle quali si riappropriano ridisegnandone i contorni.
Opere originali e innovative, meritano entrambe di essere inserite nel canone della ricezione moderna del mito e di essere riconosciute quali antesignane delle rivisitazioni tardo-novecentesche che si focalizzano su tematiche quali la lotta di potere nel rapporto fra i sessi e il desiderio di emancipazione sociale e politica delle donne.
Elena Rossi Linguanti, professore associato presso l’Università di Pisa, è classicista e comparatista. Nel campo del teatro latino ha curato per i tipi della Rizzoli due tragedie di Seneca (Hercules Furens ed Hercules Oetaeus) e due commedie di Plauto (Persa e Stichus). I suoi interessi scientifici vertono soprattutto sulla fortuna della tradizione classica: oltre a un volume sul Fortleben del Tieste di Seneca (Una metafora presa alla lettera: le membra lacerate della famiglia. Tieste di Seneca e i rifacimenti moderni, 1989) e uno sulle fonti classiche del teatro di Racine (‘Les détours obscurs’: le annotazioni di Racine alle tragedie greche, 1994), si è occupata del mito di Alcesti nelle versioni tardoantiche Alcestis Barcinonensis e Alcesta, e ha pubblicato numerosi contributi sui rapporti intertestuali fra teatro classico e moderno (su Rotrou, Corneille, Racine, Shakespeare, Marlowe, Dryden, Swinburne e Alfieri). Recentemente la sua attenzione si è focalizzata sulla letteratura dell’età vittoriana, con saggi su riscritture dei classici di Elizabeth Barrett e Robert Browning.