Per amore e per gioco

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaClockwork. Gente di cinema
  • Anno2015
  • Pagine160
  • Formato14x21 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846742599

Il cinema in gioco e l’amore per il cinema contraddistinguono tutta la filmografia di Pedro Almodóvar. Fin dal primo film il desiderio bulimico di un giovane regista che sembra voler catturare la realtà tutta viene temperato dalla scoperta delle infinite possibilità dell’artificio. È forse questa rivelazione che spinge Almodóvar a scegliere come genere-traccia il melodramma, la forma più eccedente della rappresentazione, poiché per l’autore al di fuori della rappresentazione e della messa in scena non esiste verità. E la verità può trovarsi nell’eccesso di Tutto su mia madre o di La legge del desiderio oppure nella leggerezza di Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Partendo dal melodramma, Almodóvar non risparmia nulla, tocca l’horror, il thriller, il poliziesco, il noir, il grottesco, senza mai tuttavia ignorare le reminiscenze del cinema classico, i miti e i riti di una Spagna antica o quelli di una invadente contemporaneità.

Lucia Di Girolamo, dottore di ricerca in storia del cinema, ha diretto la rivista on-line Cinemascope.it. Oltre ad aver pubblicato numerosi interventi sulla rappresentazione della figura femminile nel cinema muto italiano, su Elvira Notari, sui rapporti tra cinema e teatro, su Rossellini, è autrice di Il cinema e la città. Identità, riscritture e sopravvivenze nel primo cinema napoletano (Pisa, 2014).

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