Moneta mercanti banchieri

A cura di Gianpaolo Urso
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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaI convegni della Fondazione Niccolo' Canussio
  • Anno2003
  • Pagine321
  • Formato17x24 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN88-467-0752-4

Lo sviluppo dell’economia monetaria determina presto diversi tentativi di imporre una “moneta unica”: da quella del nomos italiotikos nella Magna Grecia, alla dracma attica della lega ateniese, a quella, subito abbandonata, dell’Anfizionia delfico-pilaica. Il piede attico, ripreso dalle monete di Alessandro, continua fino all’impero romano, quando la dracma con peso ridotto viene equiparata al denario, la cui diffusione porta alla nascita di un’area monetaria unitaria e integrata. La creazione del solidus costantiniano apre infine una prospettiva nuova sul rapporto fra la caduta dell’impero e l’attrattiva esercitata, sui barbari
dell’esercito di Roma, dalla moneta con cui venivano pagati, stimolo di nuove invasioni. In questo contesto, la dicotomia fra l’ammirazione per il denaro, con la fiducia nella stabilità e nell’autorità delle emissioni, e la diffidenza verso la ricchezza, che non dà la felicità e rende malvagi, percorre tutta la letteratura antica ed è confermata dall’analisi semantica dei concetti di denaro, di ricchezza, di povertà.

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