La struttura che connette
sicuri
tracciata
regalo ETS
Il fascino del pensiero di Gregory Bateson deriva da una storia di vita e di ricerca spesso difficile e "in salita", alimentata da un profondo interesse per la natura e il mondo dei viventi e da un'incessante curiosità verso i processi di comunicazione e conoscenza. Per i tortuosi percorsi che lo hanno condotto a "sconfinare" nei più disparati ambiti del sapere (dalle tribù della Nuova Guinea alle relazioni familiari patologiche; dai sistemi di informazione cibernetica all'osservazione dei delfini durante attività ludiche), Gregory Bateson può essere considerato, al contempo, biologo, antropologo, sociologo, psicologo, studioso di linguistica e di cibernetica...
In questo volume si focalizza l'attenzione su Gregory Bateson in educazione: quale contributo possiamo ricavarne oggi all'interno della riflessione educativa? A quali livelli di operatività possiamo giungere attraverso una rilettura pedagogica dei suoi testi?
Di certo, e in linea con i suoi "rivoluzionari" paradigmi di ricerca, saremo "costretti" ad allargare gli orizzonti del "fare e pensare" l'educazione: con uno sguardo sempre vigile e sensibile ai valori della partecipazione consapevole e dell'attenzione nei confronti di tutto ciò che è vivente.
Silvia Demozzi, dottoressa di ricerca in Pedagogia, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna e conduce il laboratorio "Le competenze relazionali dell'insegnante attraverso le tecniche di Teatro dell'Oppresso" per il Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria. Tra le sue pubblicazioni: Quando l'infanzia incontra la malattia in Contini M. (a cura di), Molte infanzie molte famiglie, [2010]; La cura ricevuta. Medical Humanities: formarsi alle professioni sanitarie ripensandosi "dall'altra parte" in Manuzzi P. (a cura di), I corpi e la cura. Educare alla dimensione corporea nelle professioni educative e sanitarie, [2009].