Il tempo dell'acqua
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tracciata
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Con il motuproprio del 7 novembre 1792 il Granduca Ferdinando III ordinava la costruzione di un nuovo acquedotto per la città di Livorno, il cui approvvigionamento idrico, allora affidato a un obsoleto acquedotto costruito all'inizio del '600 e all'uso di cisterne per la raccolta delle acque piovane, si era da tempo dimostrato insufficiente per le necessità di una popolazione in costante aumento. L'atto del Granduca giungeva dopo alcuni anni di indagini; la scelta era caduta alla fine sull'utilizzo delle abbondanti sorgenti di Colognole, collocate al di là del Monte Maggiore, nel versante opposto alla città. L'ingegnere Giuseppe Salvetti, incaricato di valutare le diverse ipotesi, sulla base di un preciso rilevamento dei vari livelli del terreno suggeriva di aggirare il monte: il tracciato avrebbe consentito di condurre naturalmente l'acqua con la semplice pressione data dalla pendenza naturale.