Heidegger interprete di Kant

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaPhilosophica
  • Anno2007
  • Pagine292
  • Formato14x22 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846717764

libro vincitore del premio
di studi Vittorio Sainati 2006
Quando Heidegger pubblicò la propria interpretazione della Critica della ragion pura come 'fondazione della metafisica', il mondo filosofico rimase al contempo stupito, per la profondità dell'interpretazione, e disorientato, per le continue 'violenze esegetiche'. Non una lettura che, seguendo la posizione dei marburghesi, tenda a dissolvere l'estetica trascendentale nella logica trascendentale. Né una ermeneusi che si serva di Kant per ridurre la logica a psicologia, o per separare ciè che 'è' da ciò che 'vale', secondo la proposta trascendentale della teoria dei valori. Nel Kantbuch, Heidegger palesa, e per la prima volta, la coniugazione di domanda sull'essere e finitezza dell'esserci con l'esplicita intenzione di far trasparire proprio la valenza filosofica e la radicalità costitutiva del presupposto della finitezza. Il saggio mira a ricostruire l'ambiente filosofico e i diversi passaggi che, dal 1912 al 1929, illuminano la genesi del confronto di Heidegger con Kant. Seguendo il filo rosso della relazione tra Anschauung e Denken, sono messi in luce sia la presa di distanza dalle correnti psicologistiche, sia il confronto con autori come H. R. Lotze, E. Lask, P. Natorp, E. Husserl, nei riguardi di cui Heidegger manterrà un atteggiamento ambivalente di riconoscenza e di critica, e proprio in relazione al formarsi progressivo del confronto sempre più personale con Kant.

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