Fossili e artefatti da Leonardo a Leibniz

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaFuori collana
  • Anno2024
  • Pagine134
  • Formato16,5x22,5 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846770400

Il libro illustra un aspetto poco noto dell’interazione tra arte e scienza nella prima età moderna: lo studio dei fossili in tre artisti (Leonardo, il ceramista francese Bernard Palissy, il pittore siciliano Agostino Scilla) e il conseguente utilizzo, da parte dello scienziato Gottfried Wilhelm Leibniz, di modelli di origine artistica per studiare lo stesso fenomeno. Attratti inizialmente dalla diffusa teoria che interpretava i fossili non come resti di animali, ma come pietre nelle quali la natura, come un artista, imitava forme animali e vegetali, Leonardo, Palissy e Scilla utilizzarono modelli e saperi empirico-artistici per negare la teoria della natura-artista e dimostrare l’origine organica dei fossili.
Il volume, la prima analisi d’insieme dell’opera di questi autori, fa emergere la più generale evoluzione di senso del rapporto arte-scienza tra XVI e tardo XVII secolo ed evidenzia il contributo dato dall’arte ad una delle idee chiave della modernità: la temporalità della natura.

Domenico Laurenza studia i rapporti tra arte e scienza, in particolare l’opera di Leonardo, le illustrazioni anatomiche e il nesso tra arte e scienze della terra nella prima età moderna. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Leonardo da Vinci’s Codex Leicester. A New Edition, Oxford University Press, 2019-2020 (con Martin Kemp). Insegna Storia dell’arte moderna presso la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari.

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