Femminismo ed educazione in età giolittiana
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Il femminismo italiano diede un contributo fondamentale alle questioni educative emerse in una stagione densa di cambiamenti come l'età giolittiana. All'interno della presente indagine, il problema pedagogico è considerato in una chiave di lettura tesa a individuare quei fattori di tenuta e di rottura che innervarono le rivendicazioni, le istanze e le proposte delle donne, volti ad imprimere un segno diverso alla storia, secondo un'ottica "femminile". Questo lavoro entra nel vivo dei dibattiti tra le protagoniste - note e meno note - che alimentarono soprattutto i congressi femministi del 1907 e del 1908. Al di là contrasti, obbedienti alle ragioni della fede e dell'ideologia, appare in primo piano l'impegno a favore degli "ultimi" e la valorizzazione della "bellezza" quale efficace antidoto contro la degradazione della personalità umana. Proprio durante quei congressi si intrecciarono reti "al femminile" che furono all'origine di iniziative e progetti, tra cui La Casa dei Bambini istituita presso l'Umanitaria di Milano. Il riferimento teorico a Ellen Key sul tema della "maternità sociale" consentì inoltre al femminismo italiano di aprirsi a una dimensione di livello internazionale. Tiziana Pironi insegna Storia della pedagogia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Ha al suo attivo varie pubblicazioni, tra cui i volumi La pedagogia del "nuovo" di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, 1991; La pedagogia, insegnamento universitario a Bologna, dal 1860 alla seconda guerra mondiale, 1994; Roberto Ardigò, il positivismo e l'identità pedagogica del nuovo stato unitario, 2000; Rodolfo Mondolfo. Educazione e socialismo,2005; Cambiare gli occhi al mondo intero (in collaborazione con A. Cagnolati), 2006.