Dragomanni, Sovrani e Mercanti

A cura di Margherita Di Salvo, Cristina Muru
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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaFuori collana
  • Anno2016
  • Pagine220
  • Formato14x21 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846747235

Durante il Rinascimento e fino all’Età Moderna l’“italiano” era, tra le varietà romanze, una delle lingue maggiormente impiegate negli scambi commerciali e nelle relazioni diplomatiche tra le genti che popolavo il Mediterraneo moderno, il Nord Africa e il Levante.
I saggi contenuti in questo libro indagano e analizzano una parte dei documenti ancora oggi inediti e conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia e rappresentativi di quelle relazioni e pratiche condivise dalla Serenissima Repubblica di Venezia col Levante.
Il libro, presentando i risultati dell’Unità di Ricerca dell’Università della Tuscia coordinata da Barbara Turchetta nell’ambito del Progetto di Interesse Nazionale “Rappresentazioni linguistiche dell’identità. Modelli sociolinguistici e linguistica storica” (diretto da Piera Molinelli), offre una lettura in chiave sociolinguistica delle forme di plurilinguismo nel Mediterraneo moderno. I saggi di questo volume contribuiscono al dibattito sui processi contattuali tra varietà linguistiche concorrenti e sugli atteggiamenti culturali che caratterizzarono la comunità di pratiche formata da mercanti, dragomanni e ambasciatori.

Cristina Muru è ricercatrice in linguistica presso il Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici (DISTU) dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. I suoi interessi includono la sociolinguistica storica, la linguistica missionaria e la storia del pensiero linguistico, ma anche la linguistica del contatto, la documentazione e la descrizione linguistica nell’area dell’India meridionale. Il suo lavoro si è concentrato sulle prime descrizioni di lingua tamil ad opera di missionari gesuiti, quindi sul contatto linguistico tra Portoghesi e Indiani nell’India del Sud nei secoli XVI-XVII. Più recentemente, in qualità di membro dell’UR di Viterbo per il PRIN 2010-2011, si è interessata al contatto linguistico in area mediterranea analizzando, in prospettiva linguistica e sociolinguistica, le pratiche dei dragomanni nelle relazioni tra Venezia e Levante in epoca moderna.

Margherita Di Salvo è dottore di ricerca in Filologia, Storia della lingua e letteratura italiana (Istituto di Scienze Umane, XX ciclo). È stata assegnista di ricerca presso l’Università della Tuscia, borsista presso l’Università Federico II. È consulente esterno dell’Università di Liegi. Si è occupata di italiano nel mondo, svolgendo ricerche in Inghilterra e in Belgio nell’ambito del progetto “L’identità italiana tra particolarismi e globalizzazione” sotto la guida di Rosanna Sornicola, e in Canada per la ricerca “Lo spazio linguistico globale dell’italiano: il caso dell’Ontario”, diretto da Barbara Turchetta e Massimo Vedovelli. Con il volume “Le mani parlavano inglese”: percorsi linguistici e culturali tra gli italiani d’Inghilterra (Il Calamo, 2012) ha vinto il Premio Tartufari per la lingua italiana nel mondo dell’Accademia dei Lincei.

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