Qualcosa del corpo

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaPhilosophica
  • Anno2016
  • Pagine184
  • Formato14x22 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846744401

«l’anima è qualcosa del corpo», aveva detto Aristotele nel suo trattato sull’anima; «anima è solo una parola per un qualcosa del corpo», replicherà Nietzsche nel suo Za­rathustra.
Il libro si propone, attraversando l’intero corpus testuale nicciano, di rendere visibile, nella rilettura che ne fa Nietzsche, la necessità della Seele, rivisitata-‘restaurata’ – contro lo scientismo dei petits faits, e resa di nuovo ‘dicibile’ e praticabile – in dissonante voce verso gli enfatici cantori della «rinuncia al proprio io».
Conferendole una nuova dicitura e figura: «passione senza nome» che disciplina e risponde alla fibrillazione caotica del pathos costitutivo di ogni vivente, l’anima diventa in Nietzsche e per Nietzsche: la regola non repressiva per rappresentare, in senso forte e letterale, il mortal coil («essere in tutto e per tutto corpo») e l’accogliente luogo-logos, dove possono ‘distesamente’ esser presentate le appassionate e ‘digressive ragioni’ che attraversano ogni singolo viluppo mor­tale.

Felice Ciro Papparo insegna Filosofia Morale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Uni­versità “Federico II” di Napoli.
Tra le sue ultime pubblicazioni: Sciogliere-legare. Esercizi di soggettivazione, Paparo, Napoli 2015; Transitabilità e trans(ap)parenza del pathos. Sulla nozione di “rappresentazione semplice” nella filosofia di M. Henry, in L.V. Distaso-F.C. Papparo, Textura rerum. Parvenza apparenza appariscenza, ETS 2015.

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