Giovanni Michelucci e la città verticale

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaSu e giu` per Livorno
  • Anno2010
  • Pagine48
  • Formato19x21 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846726902

Ci pare che un primo quesito da sciogliere sia perché si decise di progettare proprio un grattacielo, visto che rappresentava una scelta piuttosto insolita. Infatti per molti anni in Europa, e soprattutto in Italia, questa tipologia edilizia venne utilizzata non per risolvere determinate pressioni economiche, socio-abitative ed urbanistiche, ma per simboleggiare nuove e più avanzate tecniche del costruire. Inoltre nell'antichità l'edificio alto e maestoso aveva rappresentato per la popolazione una testimonianza unica ed eccezionale nella città in quanto era espressione e simbolo del potere politico-religioso. In Italia negli anni Cinquanta del Novecento, dove esisteva la percezione di un passato culturalmente ricco e glorioso, intellettuali, critici d'arte e non solo loro, si batterono per affermare la necessità di conservare il tessuto storico-edilizio delle nostre antiche città. Si riteneva che un edificio tipologicamente e strutturalmente "moderno", ad esempio il grattacielo, andasse a scontrarsi con un tessuto ambientale che doveva essere inscindibile dalle grandi opere monumentali del passato che vi erano incluse.

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