Il mercato delle vettovaglie a Livorno

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  • EditoreEdizioni ETS
  • CollanaSu e giu` per Livorno
  • Anno2010
  • Pagine48
  • Formato19x21 · brossura
  • LinguaItaliano
  • ISBN9788846725509

«Quando Livorno era castello» scrive nel 1903 Giuseppe Piombanti, nella sua Guida storica ed artistica della città e dei dintorni, «tenevasi il mercato dei viveri nelle antiche sue piazzette, e poi particolarmente in quella ora detta del Villano, la quale per ciò ebbe pur nome di piazza dei cavoli e di pescheria vecchia. Quindi facevano il mercato sotto le logge di piazza d'arme. L'ingegnere Cantagallina, per togliere tale inconveniente, ebbe ordine nel 1634 di ridurre a mercato la piazza che oggi porta il nome di Felice Cavallotti. Aveva nel mezzo una grande tettoia a forma di croce, che divideva il mercato in quattro spartimenti: per l'erbaggio, il pesce, le uova, il pollame. Sotto la tettoia vendevano le carni; nelle vie circostanti ogni sorta di vettovaglie. La chiamavano per ciò piazza dell'erbe o dei viveri. Nel 1772 tutta la ripulirono e quasi la rinnovarono. Ingrandita la città da Leopoldo II, (il mercato, ndr) era divenuto piccolo e indecente; tuttavia lo adoperarono fino all'apertura del mercato nuovo. Ridotto dal Comune a piazza pulita, ci si adunano oggi, la mattina, i contadini per vendere all'ingrosso i prodotti dei loro orti e poderi. Finalmente il Comune, fra la via Buontalenti e la via Aurelio Saffi, eresse un nuovo, bello e grandioso mercato, che per verità, considerando lo scopo cui doveva servire, poteva farsi con molto minore spesa e minor danno dell'amministrazione comunale. Il 1 marzo 1894 lo aprirono al pubblico».

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